La Calabria è senza dubbio una regione dal passato molto ricco.
La sua storia ha visto alternarsi numerosi popoli e culture del Mediterraneo.

Numerosi sono i ritrovamenti preistorici, sin dal Paleolitico. Uno degli insediamenti più importanti (risalente alla tarda età del bronzo) è il complesso di Torre Galli (VV).


Il periodo di maggiore interesse è forse quello della colonizzazione dei greci, che nell'VIII sec. a.C. designarono questa punta della penisola con il nome di "Italia". Varie fasi, con la supremazia di diverse città, caratterizzano questa epoca: Reggio è la prima colonia (fondata dai Calcidesi). Quindi lo sviluppo greco giunge all'apice nel VI sec. a.C. con Pitagora (che visse a Crotone). Poi Locri (Epizephiry).

Iniziano a espandersi anche i Bruzi, che sono però sconfitti dai Romani più volte, prima come alleati di Pirro e poi di Annibale. Il periodo di dominazione romana è ben diverso dallo splendore della Magna Grecia: lo sviluppo sociale ed economico si arresta per lungo tempo.
Seguono quindi le invasioni dei Goti, dei Visigoti e dei Longobardi. Durante il periodo bizantino, poi, la Calabria diventa un fortilizio contro le incursioni dei saraceni che arrivano dal mare.

Trovano un grande sviluppo anche i monasteri, facendo diventare la regione un ricco centro di trasmissione della cultura antica attraverso la produzione di manoscritti. Purtroppo, solo pochi dei tesori artistici e culturali prodotti in questo periodo sono ancora oggi in Calabria.

A Rossano, però, si può ammirare il magnifico Codex Purpureus Rossanensis.

Seguono le dominazioni dei Normanni (durante la quale vivono due grandi protagonisti del monachesimo, Gioacchino da Fiore e San Bruno, fondatore dei certosini), degli Svevi e quindi di Angioni, Aragonesi e Spagnoli, osteggiati tra gli altri da Tommaso Campanella.
Nel XVIII secolo una terribile carestia e un fortissimo terremoto piegano la Calabria borbonica. Ci si avvicina così all'età delle rivoluzioni: nel 1799 Murat viene giustiziato a Pizzo, nei moti a metà del XIX sec. vengono fucilati i fratelli Bandiera, finché nel 1860 arriva Garibaldi a portare nuove speranze di cambiamento con l'avvento del Regno d'Italia. La storia della Calabria non sarà però da lì in poi tranquilla. Si apre la piaga del brigantaggio e l'estrema povertà spinge la gente ad andarsene: con l'emigrazione massiccia,l a popolazione della regione praticamente si dimezza.

Nel XX sec., poi, le ferite delle due guerre mondiali rendono difficle la ripresa.